Sostenibile
Dal 25 al 27 Maggio, Guri I Zi presenta la nuova collezione estate 2010 dei tessuti per la casa prodotti in Albania grazie ad un progetto di micro-imprenditorialità femminile che coinvolge 40 famiglie in un villaggio a nord di Scutari.
Noi di Zucchero di Canna saremo presenti per introdurre i nostri servizi a fianco di Idee Migranti Onlus che per noi rappresenta in modo concreto l’esempio di come un progetto sociale possa tradursi, per un paese da sempre in crisi, un in opportunità di crescita economica, grazie alla produzione di complementi d’arredo artigianali di grande valore sartoriale, tessuti lavorati interamente a mano concepiti in un design di semplice e al tempo straordinaria eleganza
Vi aspettiamo insieme al team di Guri I Zi.
Ieri 29 Aprile abbiamo preso parte al primo convegno annuale indetto dall’Osservatorio sull’Economia Sostenibile di Planet Life Economy Foundation-onlus (PLEF), in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione Europea, al Palazzo delle Stelline a Milano.
L’incontro ha avuto per tema il nuovo paradigma dell’economia sostenibile ossia di quella economia di mercato che raccoglie la sfida di coniugare il valore aggiunto creato dalle imprese al benessere complessivo dei cittadini.
Sono stati invitati relatori di differenti estrazioni culturali a esporre le proprie tesi di ricerca in ambito accademico, e le proprie testimonianze di un management positivo, in termini economici e ambientali.
Invitati ad intervenire sul tema:
Carlo Cozza, Direttore della rappresentanza UE a Milano
Giancarlo Cavalieri, Docente di Fisica presso l’Università Cattolica di Brescia
Silvio Brondoni, Professore di Market Driven Management all’università Bicocca Di Milano
Giacomo Samek Lodovici, Docente di Storia delle Dottrine Morali presso l’università Cattolica
Paolo Ricotti, Presidente di PLEF
Hanno portato la loro testimonianza di imprese green oriented:
Gianluigi Gentiloni – Archimede Solar
Primo Barzoni – Palm
Marco Bordoli – CRAI
Claudio D’Amato Guerrieri – Facoltà di Architettura Università di Bari
Coordinatore del convegno Roberto Basso, consigliere di PLEF
Gli interventi hanno affrontato il tema della sostenibilità attraverso approcci molto diversi tra loro, dalla fisica e la teologia al market-driven management passando per i case-history di imprese evolute che fanno della sostenibilità non mero green washing ma opportunità di business reali ponendosi come veri e propri innovatori socio-ambientali.
Prima di ascoltare le testimonianze concrete di aziende come la Palm, leader da anni nella produzione di pallet e packaging eco-compatibili, la Archimede Solar Energy impegnata nella costruzione a Massa Martana, in Umbria, del primo stabilimento italiano per la produzione di tecnologie termo-dinamiche, la CRAI che ha dato vita ad un progetto distribuzione compatibile dotando 36 punti vendita di un Eco-Point dove alcune tipologie di prodotti sono vendute in pratici dispenser quindi senza imballaggi, il dibattito ha portato in cattedra le teorie affascinanti di noti docenti universitari.
Nella prima sessione infatti si è parlato della convergenza di modelli scientifici, economici ed etici nello sviluppo dell’uomo, un dibattito su quanto sia necessario costruire un futuro diverso da quello al quale si andrebbe incontro se non attuassimo delle scelte di cambiamento profondo nel nostro stile di vita. In un’era in cui le tesi economiche classiche di “Crescita” e della “Decrescita” sono ormai superate si sente l’esigenza oggi più che mai di cercare e trovare modelli alternativi applicabili all’attuale contesto economico e sociale.
La domanda: da dove siamo partiti e dove arriveremo?
Vogliamo porre l’accento sul primo intervento, quello che inizialmente ci è sembrato strano ascoltare in un contesto in cui si affrontavano tematiche di economia sostenibile. Il titolo: l’evoluzione dell’universo e dei viventi, materialità e immaterialità del cosmo.
L’incontro quindi è partito, è il caso di dirlo, da molto lontano. Dalla nascita del cosmo per la precisione.
Sicuramente un tema così alto, il più alto che esista, avrebbe fatto impallidire qualsiasi teorico della new economy o del green marketing.
Giancarlo Cavalieri, docente di Fisica presso l’università Cattolica di Brescia ha iniziato la sua dissertazione parlando del secondo principio della termodinamica – un sistema isolato è stazionario oppure, se cambia nel tempo, esso evolve verso stadi più probabili. Un concetto abbastanza complesso per menti non abituate a ragionare in termini scientifici, ma quando il professore ha portato l’esempio concreto di una camera isolata termicamente in cui viene messo un cubetto di ghiaccio e un ferro da stiro rovente per vedere quali cambiamenti di temperatura si hanno dopo un’ora il riferimento ha iniziato a delinearsi.
L’esempio serviva a portarci sulle stelle, nel vero senso del termine. Applicato infatti all’universo, il secondo principio porta ad un’età limitata (nel passato) di tutte le cose fisiche. “L’universo non può esistere da sempre” ha detto il professore. Ha spiegato la sua tesi affermando che se l’universo fosse sempre esistito in passato, avrebbe anche una temperatura uniforme in tutte le sue parti, contro l’evidenza di stelle molto calde e di uno spazio intergalattico molto freddo.
Dal mistero della nascita del batterio come prima forma di vita al CSR di un’azienda che si spende per la sostenibilità ambientale il passo è tutt’altro che breve. E tutt’altro che scontato. Ma l’intervento del professore Cavalieri, al di là dei numeri e del profondo valore scientifico, ha ricordato quanto questo pianeta, così come lo conosciamo, sia stato creato nel tempo e come tale avrà una fine. E dato che siamo gli esseri più intelligenti che lo popolano (o almeno così crediamo) dovremmo cercare di non contribuire al suo degenerare.

Abbiamo portato gli eventi So_So_So a “Fa’ la cosa giusta”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili ed è stato un successo!
In tre giorni di fiera abbiamo incontrato molta gente interessante e interessata a saperne di più sui nostri eventi etici. Abbiamo raccontato la filosofia So_So_So a tutti i visitatori che si fermavano al nostro stand, incuriositi da un semaforo sempre verde e da un telaio a baloon che riproponeva uno stile vagamente seventies.
Per l’allestimento ci hanno dato una mano i ragazzi di Controprogetto, un laboratorio di progettazione e riqualificazione di materiali apparentemente inutilizzabili ai quali quattro ragazzi brillanti con tanta voglia di fare danno nuova vita.
Anche la video istallazione artistica di Marc Kalinka, un visual artist italo-russo che ci ha prestato il suo semaforo itinerante appena tornato da una mostra a Madrid, rispettava il criterio del recupero, perchè, come i contenitori che spesso Marc usa per le sue opere, era stato riciclato e trasformato per un nuovo uso.
I nostri collaboratori ideali sono proprio loro, Marc e i ragazzi di Controprogetto, persone che cercano di recuperare materiali trasformandoli in opere d’arte contemporanea e complementi d’arredo ricercati e artigianali, reinventando quello che altrimenti diventerebbe solo un mucchio di rifiuti da smaltire.
Ma il semaforo non è stato solo sinonimo di riadattamento, quanto espressione e veicolo di tre video, gentilmente montati ad hoc da Marc, che rappresentano i nostri tre green go: tre interviste fatte ai progetti e al tipo di forniture che sosteniamo attraverso i nostri eventi. I tre verdi sono per noi sinonimo del fatto che, una volta intrapresa la strada giusta dell’ azione etica nel rispetto delle persone e del territorio, bisogna solo proseguire in quella direzione, non c’è più tempo per esitare e ancor meno per fermarsi.
A proposito di fermarsi, di gente al nostro stand se n’è fermata davvero tanta, tra curiosi e non, tutti comunque sorpresi di trovarsi di fronte uno stand dove di scritte, diversamente dal resto della fiera, ce n’erano davvero poche, sapientemente rimpiazzate dal nostro airtext con motivo a baloon destinato ad un diverso uso post-fiera nell’ottica coerente di un sano riciclo.
Tra i visitatori più curiosi ricordiamo quella ragazza dai capelli scuri e la frangia spessa che si è subito innamorata della nostra missione al punto da chiederci di lavorare con noi anche gratis (solo all’inizio), quella signora alla ricerca di un matrimonio equamente perfetto per sua figlia, un brillante ragazzino di undici anni che ci ha chiesto dove compravamo lo zucchero di canna perché suo padre tunisino è un importatore e lui un intenditore del saccarosio bruno, un giornalista scettico che ci ha tempestato di domande (anche a trabocchetto), una coppia di signori che volevano acquistare delle bomboniere fatte di zucchero, una manciata di potenziali clienti e tanti altri.
Le collane di Efrem, un artista di Brera che si avvale della collaborazione di un laboratorio di riabilitazione mentale per l’assemblaggio delle sue realizzazioni, ci hanno regalato quel tocco di etno-chic che non fa mai male.
Adesso che siamo partite con tutti i nostri fornitori, i mille progetti in cantiere, il nostro modello So_So_So siamo pronte alla sfida di inaugurare una nuova era nel modo di concepire gli eventi.












