admin

Nasce nel 1998, ma forse i tempi non erano maturi perchè un’intuizione universitaria diventasse la base  per un nuovo modello in grado finalmente di ridurre i vergognosi prechi legati alla Grande Distribuzione Organizzatata.

Grazie a Last Minute Market, oggi  le imprese possono gestire i prodotti invenduti in maniera innovativa e attivare un’azione concreta di Responsabilità Sociale di Impresa. E sempre più comuni lo adottano come modello di gestione.

LMM permette infatti di recuperare i prodotti invenduti ma ancora perfettamente utilizzabili a favore di organizzazioni no profit, accompagnando l’impresa lungo tutte le fasi del processo di recupero: dall’individuazione e “certificazione” degli enti beneficiari sul territorio, in conformità alle disposizioni vigenti, alla predisposizione della relativa documentazione, alla gestione dei prodotti e alla loro classificazione all’interno del punto vendita.

Grazie ai progetti attivati in collaborazione con LMM, il terzo settore riceve prodotti gratuiti e di qualità e può così ridurre i costi di gestione e liberare maggiori risorse da reinvestire in qualità e quantità di servizi offerti ai propri assistiti.

Oggi, le attività di LMM permetto di recuperare non solo beni alimentari, ma anche farmaci da banco, libri destinati al macero e molto altro. Perchè la lista è destinata ad allungarsi.

Il sistema è professionale, ma è frutto della sensibilità e dell’impegno del team di studenti del Prof. Andrea Segrè,  ordinario di politica agraria internazio- nale e comparata e preside della Facoltà di Agraria all’Università di Bologna.


Per saperne di più noi ci leggiamo il suo nuovo libro “La banalità del bene e altre storie contro lo spreco” Edizioni Pendragon 2010.

Ti è mai capitato di trovare un oggetto rifiutato ma ancora utilizzabile? Anche tu hai deciso di “adottarlo” e portarlo a casa con te? Allora raccontaci con una fotografia la sua nuova vita!



Stiamo raccogliendo immagini di rifiuti adottati. Protagonisti di questo progetto sono giocattoli, scarpe, libri, elettrodomestici, vestiti e tutti quegli oggetti che troviamo in discarica, per strada o nei cassonetti e che abbiamo deciso di portare a casa con noi. Vogliamo dimostrare come un rifiuto, una volta adottato, può avere una nuova vita, una nuova forma e/o una nuova funzione.

Se desideri aderire al nostro progetto, l’immagine del tuo rifiuto adottato diventerà parte di un’installazione artistica che verrà esposta in occasione di “Riciclarti”, mostra-evento che avrà luogo il prossimo 26 maggio a Padova.

Questo sarà solo l’inizio!
Stiamo cercando di creare una community virtuale di persone che, come te, almeno una volta nella vita hanno “adottato un rifiuto”.

Il recupero e il riutilizzo di oggetti rifiutati ma ancora utili, è una buona pratica ambientale e sociale che merita di essere condivisa e diffusa.

Come aderire:

1_Scatta una foto del tuo rifiuto adottato; non ci sono vincoli: puoi fotografarlo semplicemente nel suo nuovo contesto o in qualsiasi altro modo ti sembri opportuno. Ricorda che la foto deve essere a più alta risoluzione possibile.

2_Inviaci la foto all’indirizzo rifiutiadottati@gmail.com
Nel testo della mail specifica, il tuo nome, l’oggetto adottato, quando e dove (se ti è possibile) lo hai trovato; queste informazioni ci aiuteranno a costruire la community.

3_La scadenza per inviarci la tua foto è il 25 maggio 2010.

Ti chiediamo gentilmente di diffondere questa mail ad amici, parenti e tutti coloro che pensi possano aver adottato un rifiuto.

Rifiuti adottati è un progetto di Publink, gruppo artistico formato da Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi. L’obiettivo del gruppo è indagare le potenzialità del linguaggio dell’arte, esplorando i limiti tra lo spazio pubblico e privato, tra collettività e individuo, nel quotidiano.
La mostra-evento, curata dall’Associazione culturale diip, è patrocinata dalla Regione Veneto e dal Comune di Padova.
Per approfondimenti: http://diip.altervista.org/eventi.html

organirama

Zucchero di Canna ha deciso di entrare in The Hub, il primo incubatore di imprese sociali nel nostro Paese.

The Hub è un contenitore di imprese e di idee che si contaminano e si sviluppano in nuovi progetti consapevoli del futuro del nostro pianeta. E’ un nodo di una rete internazionale che accoglie storie ed esperienze di innovazione molto diverse e perfettamente integrabili tra loro.

Nato a Londra nel 2005, The Hub apre nuove sedi in tutto il mondo offrendo, nelle città dove è presente, un luogo che risponda al crescente desiderio, nonché necessità, di dar vita ad un futuro etico e realmente sostenibile. Uno spazio di lavoro dove innovatori e imprenditori sociali accedono alle giuste risorse, connessioni, conoscenze ed esperienze.

Noi di Zucchero di Canna Eventi, abbiamo scelto The Hub come luogo fisico (e online) dove poter condividere le nostre idee con altre realtà imprenditoriali che si muovono nella stessa direzione: la tutela dell’ambiente e il rispetto per la società in cui viviamo.

The Hub Milano ha ufficialmente aperto il 18 Marzo 2010 inaugurando in Italia una nuova era di imprese commerciali, ma sociali, con l’impegno a preservare, e a volte a rendere migliore, il nostro pianeta.

Durante l’inagurazione un mega-ritratto collettivo, realizzato dai ragazzi di Organirama, ha unito trasversalmente tutte le idee che i membri del nuovo spazio, sorto nella Chinatown milanese, hanno lanciato per rendere la città più sostenibile.

La nostra filosofia di eventi So_So_So è una delle 253 proposte tutte motivate dalla spinta verso un vero progresso.
A The Hub, sono già nate collaborazioni grazie al contatto con realtà “green” con cui stiamo creando importanti sinergie. Qui abbiamo conosciuto progetti e persone fantastiche.
A The Hub condividiamo valori, momenti, spunti per nuove idee, per “energie ritrovate”.
Questo innovativo incubatore sociale ci fa essere propositivi insieme ad altri, collaborativi grazie ad altri, emancipati supportando gli altri.

Vi aspettiamo lì, venite a trovarci.

Storie nel semaforo

Abbiamo portato gli eventi So_So_So a “Fa’ la cosa giusta”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili ed è stato un successo!

In tre giorni di fiera abbiamo incontrato molta gente interessante e interessata a saperne di più sui nostri eventi etici. Abbiamo raccontato la filosofia So_So_So a tutti i visitatori che si fermavano al nostro stand, incuriositi da un semaforo sempre verde e da un telaio a baloon che riproponeva uno stile vagamente seventies.

Per l’allestimento ci hanno dato una mano i ragazzi di Controprogetto, un laboratorio di progettazione e riqualificazione di materiali apparentemente inutilizzabili ai quali quattro ragazzi brillanti con tanta voglia di fare danno nuova vita.
Anche la video istallazione artistica di Marc Kalinka, un visual artist italo-russo che ci ha prestato il suo semaforo itinerante appena tornato da una mostra a Madrid, rispettava il criterio del recupero, perchè, come i contenitori che spesso Marc usa per le sue opere, era stato riciclato e trasformato per un nuovo uso.
I nostri collaboratori ideali sono proprio loro, Marc e i ragazzi di Controprogetto, persone che cercano di recuperare materiali trasformandoli in opere d’arte contemporanea e complementi d’arredo ricercati e artigianali, reinventando quello che altrimenti diventerebbe solo un mucchio di rifiuti da smaltire.

Ma il semaforo non è stato solo sinonimo di riadattamento, quanto espressione e veicolo di tre video, gentilmente montati ad hoc da Marc, che rappresentano i nostri tre green go: tre interviste fatte ai progetti e al tipo di forniture che sosteniamo attraverso i nostri eventi. I tre verdi sono per noi sinonimo del fatto che, una volta intrapresa la strada giusta dell’ azione etica nel rispetto delle persone e del territorio, bisogna solo proseguire in quella direzione, non c’è più tempo per esitare e ancor meno per fermarsi.

A proposito di fermarsi, di gente al nostro stand se n’è fermata davvero tanta, tra curiosi e non, tutti comunque sorpresi di trovarsi di fronte uno stand dove di scritte, diversamente dal resto della fiera, ce n’erano davvero poche, sapientemente rimpiazzate dal nostro airtext con motivo a baloon destinato ad un diverso uso post-fiera nell’ottica coerente di un sano riciclo.

Tra i visitatori più curiosi ricordiamo quella ragazza dai capelli scuri e la frangia spessa che si è subito innamorata della nostra missione al punto da chiederci di lavorare con noi anche gratis (solo all’inizio), quella signora alla ricerca di un matrimonio equamente perfetto per sua figlia, un brillante ragazzino di undici anni che ci ha chiesto dove compravamo lo zucchero di canna perché suo padre tunisino è un importatore e lui un intenditore del saccarosio bruno, un giornalista scettico che ci ha tempestato di domande (anche a trabocchetto), una coppia di signori che volevano acquistare delle bomboniere fatte di zucchero, una manciata di potenziali clienti e tanti altri.

Le collane di Efrem, un artista di Brera che si avvale della collaborazione di un laboratorio di riabilitazione mentale per l’assemblaggio delle sue realizzazioni, ci hanno regalato quel tocco di etno-chic che non fa mai male.

Adesso che siamo partite con tutti i nostri fornitori, i mille progetti in cantiere, il nostro modello So_So_So siamo pronte alla sfida di inaugurare una nuova era nel modo di concepire gli eventi.

Lo sfruttamento massiccio delle risorse solo per la produzione delle cose è stato una caratteristica aggressiva e dominante dell’industria del XX secolo e ha manifestato, a lungo termine, quanto sia fallimentare questo atteggiamento.
Oggi si sta manifestando una nuova tendenza collettiva: quella del risparmio energetico e del rispetto ambientale. Ogni azienda di medie e grandi dimensioni vuole il marchio green per comunicare all’esterno la sua attenzione verso la natura.
I consumatori, divenuti sempre più critici verso le filiere produttive e sempre più consapevoli degli acquisti che fanno, hanno invertito la tendenza adottata a lungo dalle grandi aziende e hanno, attraverso le loro scelte, portato il mercato ad incanalarsi in un percorso sempre più etico.
Si può applicare questa tendenza anche ai servizi? Un turismo sostenibile verso luoghi in cui il rispetto ambientale e la tutela delle popolazioni locali sono un must, la creazione di eventi che preferiscono forniture reclutate nel circuito di un consumo responsabile, la mobilità a impatto zero nelle città afflitte dall’inquinamento…e molto altro. Possono essere questi aspetti non più solo di nicchia ma estesi alla nostra quotidianità? E dare una svolta definitiva che ci faccia recuperare il contatto con il mondo che ci circonda?

Benvenuti nel nostro blog.
commentate, proponete, giudicate, partecipate!

© 2010 So So So www.zuccherodicanna.eu Suffusion WordPress theme by Sayontan Sinha